AGORAFOBEF.

Agoraphobia is like love. I'll bef both.

Sulla futilità della bellezza.

Una volta avevo un ragazzo bellissimo. E quando facevamo l’amore io pensavo ad un ragazzo brutto, che mi raccontava tante cose, che mi faceva fare lunghissimi sogni ad occhi aperti.

Io e il mio ragazzo bellissimo non siamo stati male insieme: io lo esibivo perchè era bellissimo, lui mi nascondeva perchè avevo un brufolo sul mento e, insomma, era certo che non avrei mai potuto avere dei fianchi più stretti per via della mia costituzione fisica. Lui era buono e bellissimo, io ero annoiata. Così annoiata che non ricordo praticamente niente del periodo con il mio ragazzo bellissimo, ad eccezione di un paio di episodi divertenti, come quella volta che… ah, no. Quella volta lui non c’era. 

Gli volevo bene davvero, e gli voglio bene ancora, perchè ad essere così belli ci vuole impegno, e costanza, e costa anche una certa fatica, se si considera che poi, lungo la propria strada, un ragazzo bellissimo incontra una come me che fa della sua bellezza il suo unico punto di forza, ignorando qualsiasi altra qualità di quel bellissimo ragazzo, se non, appunto, la sua bellezza.

Ma la bellezza poi annoia, e bisogna scendere a patti con il fatto che mentre eri impegnata ad annoiarti hai fatto un trasloco, hai preso degli impegni, non ti stai prendendo cura di te stessa come dovresti, e tutto perchè eri così annoiata che non ti passava nemmeno per l’anticamera del cervello che dopo un po’ i soprammobili non stanno più bene sulla mensola del caminetto, soprattutto quelli che non hanno un vero valore affettivo.

Mi dispiace tanto ragazzo bellissimo, perchè tu non hai nessuna colpa, se non quella di aver ottenuto tutto solo con la tua bellezza, che io sprecavo immaginando un ragazzo brutto. Perchè un ragazzo brutto è impagabile: non ti annoia mai, ed ha dovuto impegnarsi per dimostrare di valere qualcosa dietro il corpo mingherlino o gli occhiali spessi o le malattie psicosomatiche. 

La bellezza è futile: ti regala un bel momento, ma poi invecchierai, e morirà prima di te. E passeranno sulla tua strada persone che poi dimenticheranno d’averti mai parlato, e si ricorderanno solo di quando pensavano ad un ragazzo brutto.

Scusami, ragazzo bellissimo, perchè alla fine le tue parole non mi hanno mai toccato davvero. E spero che adesso l’unica cosa che ti verrà da pensare sia “MEGLIO”. 

wemakeit-youtakeit:

do you ever get so mad you just
image

(Source: heir-to-scotland)

Gapolavoro.

(Source: darksilent)

Gnaugnaugnau.

(Source: iraffiruse, via curiositasmundi)

Lo sport e io.
Libero sfogo alla mia fantasia. Ed è solo il 2.

Libero arbitrio un corno.

Le cose mi succedono addosso. Penso ad un’immagine da cartolina, una ragazza che sorride in controluce, i capelli lunghi illuminati e la felicità negli occhi. É il mio incubo, è la ragazza dei fiori. Quella ragazza amabile per la sua gentiezza, per la sua delicatezza, per il suo fine intelletto, forse non profondo, ma fine. Si ricama l’amore addosso, quello di un uomo solo, di un uomo che farà felice per un po’ o forse addirittura per sempre.
La ragazza dei fiori è quella che nei film viene amata a discapito di tutte le altre, magari più appariscenti, magari più belle o più profondamente appassionate, ma mai amabili come lei. Perchè a lei basta essere amabile, a modo, composta e discreta.
Il mio incubo perchè quella ragazza non sono io. Non lo posso essere. Ci ho provato, ma è stato come cercare di ficcare un gatto in una bacinella piena d’acqua: la mia durezza calcarea e quasi solo apparente si è ancorata con le unghie e con i denti alle superfici asciutte, ha fatto così tanta resistenza che alla fine ho dovuto cedere e restare per sempre relegata nel ruolo della ragazza poco carina, ostinata, insicura, con i capelli corti e i fianchi larghi e il cervello troppo curioso per potermi limitare a dire solo di si o solo di no. Eppure avrei tanto voluto essere quella mignotta di una ragazza dei fiori. Sorriso smagliante e gonne ampie, generosa in viso e nel cuore.
E invece ho sempre tristemente stampato in bocca un vaffanculo.

nevver:

Peanuts

(Source: maudit)