AGORAFOBEF.

Agoraphobia is like love. I'll bef both.

La ragazza con l’apparecchio e il suo cane Cagno.

La ragazza con l’apparecchio, che sarei io, ha un nuovo cane di nome Boris, detto Cagno. Un Irish Wolfhound di 50kg, adottato da un rifugio in Irlanda con un dente rotto e un sacco di pelo bianco e grigio.

La ragazza con l’apparecchio, che sarei io, guarda il suo cane Cagno e si chiede se si fida di lei o ha paura che lei possa fargli del male. è contenta quando lui le ruba il prosciutto dal piano della cucina mentre lei va in bagno un attimo, perché forse vuol dire che il suo cane Cagno non ha paura di prendersi una caricata di botte ogni volta che fa qualcosa che sa che non dovrebbe fare.

La ragazza con l’apparecchio, che sarei io, pensa che il suo cane Cagno sia il migliore di tutti i cani (insieme alla sua cagnetta Sofà e a Mirtilla) e che se anche solo un decimo dell’umanità tutta fosse come il suo cane Cagno il mondo sarebbe così carino.

La ragazza con l’apparecchio, che sarei io, ha un cellulare che suona spesso, ma non sono (quasi) mai le persone che vorrebbe sentire, così fa due grattini dietro le orecchie al suo cane Cagno, lui le sorride con gli occhi e lei si sente subito meno sola.

La ragazza con l’apparecchio, che sarei io, la mattina esce con due guinzagli a fare una passeggiata, ed è così bello svegliarsi presto e uscire dal letto e uscire di casa che la ragazza con l’apparecchio se l’era quasi dimenticato.

La ragazza con l’apparecchio, che sarei io, ha un amico con cui si capisce subito, che una volta ha amato tanto e adesso lui riesce finalmente a portare a spasso un cane, che sarebbe il cane Cagno, senza che il cane “lo spazzi via”.

La ragazza con l’apparecchio, che sarei io, ha anche un altro amico, a cui il suo cane Cagno vuole molto bene, e anche lei gli vuole molto bene. E anche a Mirtilla, e anche Mirtilla gliene vuole. E si sentono quasi una famiglia, a volte. Quando fanno le cose insieme la mattina, e almeno tre su quattro sembrano felici.

La ragazza con l’apparecchio, che sarei io, e il suo cane Cagno vanno sempre in giro insieme, anche quando piove. E lei gli racconta un sacco di cose anche se un po’ si sente una matta e ascolta canzoni tristi che la fanno piangere e si sfrega il naso con le mani e poi accarezza il suo cane Cagno, che non se la prende se lei gli bagna tutto il pelo, perchè il suo cane Cagno è un cane migliore.

La ragazza con l’apparecchio, che sarei io, sa che il suo cane Cagno è forte ma ha anche molta paura, perchè ha un passato orribile, e lei deve essere grande e grossa come lui e farlo sentire al sicuro come lui fa sentire al sicuro lei la sera quando vanno a dormire, lei a letto e lui sulla poltrona, e nessuno puo’ venire a farci del male mai più. E se qualcuno viene, che venga: la ragazza con l’apparecchio, che sarei io, e il suo cane Cagno se lo mangeranno in un boccone.

Confusion in her eyes blablablabla she lost control againa. Nananan controool

Non ho perso il controllo. Non ancora. Sto ancora cercando di destreggiarmi in una vita di carta velina, in piedi su due trampoli costruiti con degli stuzzicadenti, in equilibrio superprecario, sempre più precaria, sempre più scaramantica, sempre con meno certezza.
Sulla mia scrivania (composta da due cavalletti e un asse bianca) c’è una bottiglia di birra vuota, ma io odio la birra. Gli alcolici in generale, ma la birra mi sembra così nonsense. Eppure lá, tra una foto di Sofà, una lavagnetta di ricordi e una scatola di latta di Parigi, c’è una bottiglia vuota di birra. Vetro verde nel disordine.
Una bottiglia di birra vuota sulla scrivania a destra. Una cesta con un cucciolo di cane a sinistra: Mirtilla, che è con me da una decina di giorni; con me; con noi. Diciamo che c’è, diciamo che non è mia. Diciamo che non viene da sola. Pluralizzare è impegnativo, è il passo più impegnativo di qualsiasi relazione.
Per Boris mancano ancora dieci giorni. Ormai nove. Ha giá una cuccia per dormire e addosso la speranza che uno wolfhound, un levriero irlandese, di 50kg sia sufficiente a bloccare la mia esistenza che adesso svolazza nel vento e si accartoccia, come un aquilone abbandonato, legata a terra solo perchè impigliata in un ramp che sporge, che rischia di spezzarsi da un momento all’altro e poo vaffanculo.
Mi sento una banderuola. Guardo le spalle di un uomo, ho bisogno di apppogiarci la testa ma non ci sono spalle disponibili.
Ho sonno. Datemi una spalla.

Un sogno in cui sono nuda.

Locale sotto terra segreto in una prigione femminile. Arriviamo e mi spoglio nuda corro nel campo. Torno in bagno a vestirmi e non so dove vivo. Vc’è ***** e altre persone, mi trattano come una cretina. Io ho perso i vestiti di ricambio. Mi dicono che siamo lì da dieci minuti ma a me sembrano ore. Il posto è un treno, io nn trovo le mie scarpe. Temo di essere pazza. Il posto è un treno. Partiamo ma non si puo scendere. Passiamo da ****. Scopro il proprietario che scappa con i miei vestiti. ****** non mi risponde.

curiositasmundi:

Si ribadisce e rireblogga.

curiositasmundi:

Si ribadisce e rireblogga.

(Source: cavaliereinesistente)

Must be safe.

Must be safe.

(Source: suburban-dandies, via filmsploitation)

Avevo delle cose molto significative da dire.

Oggi sull’autobus andando a lavoro ho pensato a delle cose molto significative. Ho pensato a cose sui rapporti sociali, sul rapporto tra arte/storia/politica; ieri notte ho sognato qualcosa relativo al mangiare (verbo) o allo stare seduti o a fare qualcosa di comunque basilare; i problema è che non mi sono segnata nulla, e non ricordo più nulla.
Mi sono svegliata con il sogno in testa, ho sbrigato delle faccende e poi sono andata a lavoro, con la testa che lavorava come una turbina. Poi a lavoro c’erano molte chiamate, molte lamentele, molte chiacchiere. Mi sono dimenticata tutto. Adesso sono a letto, ho sonno, ci ripenso ma non ricordo niente di tutte le illuminazioni che ho avuto oggi. Solo qualche input sparso, ma nulla di determinante o determinabile. Non ho nemmeno avuto tempo di leggere oggi. Ricordo solo che non dovrei fissarmi così tanto sul narcisismo e che a ***** sarebbe interessato quello che avevo da dire probabilmente.

madonnaliberaprofessionista:

xii-thehangedman:

Biology and science are impressive sometimes

Io non sono contro la vivisezione: sono contro la vivisezione eseguita sulle specie sbagliate.

madonnaliberaprofessionista:

xii-thehangedman:

Biology and science are impressive sometimes

Io non sono contro la vivisezione: sono contro la vivisezione eseguita sulle specie sbagliate.

Ed  è esattamente così che finirà.

Ed  è esattamente così che finirà.

(Source: wicked-transparency, via curiositasmundi)

P.A.R.O.L.E.S.A.N.T.E.

P.A.R.O.L.E.S.A.N.T.E.

(Source: soloansia, via madonnaliberaprofessionista)